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<title><![CDATA[Commissione di studio  su “Internet Bill Of Rights” promossa dalla Presidente della Camera ]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138]]></link>
<description><![CDATA[Domani iniziano i lavori della Commissione di studio promossa dalla Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini su “Internet Bill Of Rights” per “elaborare principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l'uso di Internet” come si legge nel comunicato stampa del 18 luglio scorso. Un successivo comunicato (del 22 luglio) ha indicato i nomi dei membri della Commissione: sono stai chiamati a farne parte10 deputati, ovviamente di tutti I partiti, “attivi sui temi dell'innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali” e 13 “studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.”
Ecco i nomi.
DEPUTATI; Davide CAPARINI (LNA), Paolo COPPOLA (PD), Diego DE LORENZIS (M5S), Pasquale MAIETTA (FDI-AN), Gregorio GITTI (PI), Gennaro MIGLIORE (Misto), Giovanni PAGLIA (SEL), Antonio PALMIERI (FI-PDL), Stefano QUINTARELLI (SCI), Paolo TANCREDI (NCD)
COMPONENTI NON PARLAMENTARI: Dott. Luca DE BIASE, Prof. Emilio DE CAPITANI, Prof. Juan Carlos DE MARTIN, Prof.ssa Giovanna DE MINICO, Prof.ssa Anna OLIVERIO FERRARIS, Ing. Giuseppe Amedeo MARINO, Dott. Salvo MIZZI, Dott. Marco PIERANI, Dott.ssa Antonia Giulia PIZZALEO, Prof. Stefano RODOTA', Dott. Massimo RUSSO, Ing. Stefano TRUMPY, Dott.ssa Lorella ZANARDO
Spiace osservare che per i componenti non parlamentari non sia fornito altro che il titolo: non una affiliazione, un profilo, un curriculum. Tolti alcuni nomi molto noti, per conoscere chi e per quali meriti e competenze è stato chiamato dalla Presidente Boldrini a far parte di questa commissione, ci si deve affidare a San Google?
I comunicati delineano (grosso modo) anche l’iter dei lavori: domani, appunto, la prima riunione. Poi le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale. I primi risultati saranno sottoposti altresì all'attenzione dei partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea e che vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri dell'Unione europea. Infine le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.
Quindi dopo la “Consultazione Pubblica sui Principi Fondamentali di Internet” svolta dal MIUR (in particolare dallo staff reclutato con concorso pubblico dal Ministro Profumo per affiancarlo sui temi dell’Agenda Digitale) durante il governo Monti, ci sarà ora una nuova Consultazione Pubblica sostanzialmente sugli stessi temi. Le idee le furono allora raccolte verranno considerate nei lavori? oppure si ricomincia tutto da capo?
E quale piattaforma verrà usata per la consultazione (immagino che sarà fatta online)? scelta come? anche in questo caso decide la Presidente Boldrini, oppure la commissione? oppure, come pare da “indiscrezioni di corridoio” è già deciso?
Come è ampiamente documentato in vari post di questo sito, le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi, dal punto di vista della metodologia e della tecnologia non hanno avuto un andamento del tutto lineare: dalle email e/o form online nelle prime (spending review, valore legale del titolo di studio), a strumenti di idea gathering proprietari (Ideascale, usato appunto per quella sui Principi fondamentali di Internet e poi sul programma comunitario Horizon 2020).
Il governo Letta, per la consultazione sulle Riforme istituzionali lanciata nel luglio dello scorso anno (2013) si avvalse delle competenze sviluppate dal precedente governo (come sappiamo noi di “codici” che abbiamo sentito la presentazione di Damien Lanfrey al workshop di settembre) e di una piattaforma dedicata, affiancata – a fine settembre 2013, cioè due mesi dopo l’avvio della stessa e a uno dalla fine - come ambiente di idea gathering da CIVI.CI, software anch’esso proprietario di cui Fondazione ]]></description>
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<image><title>I codici (software) della democrazia</title>
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<item><title><![CDATA[Qualche personale considerazione a seguito della p...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_198]]></link>
<description><![CDATA[Qualche personale considerazione a seguito della presentazione della Dichiarazione...
<a href="https://www.airesis.it/groups/democrazia-partecipata/blog_posts/2619-La-Dichiarazione-dei-Diritti-in-Internet-presentato-il-testo-" target="_blank">https://www.airesis.it/groups/democrazia-partecipata/blog_posts/2619-La-Dichiarazione-dei-Diritti-in-Internet-presentato-il-testo-</a>
...
Il 28 di Luglio è stata presentata la <strong>Dichiarazione dei Diritti in Internet</strong>, ma cos'é?
E' un testo che raccoglie una serie di dichiarazioni di principio attorno al tema dei diritti del cittadino verso internet, redatte da un gruppo di esperti provenienti da diversi settori della società civile (la commissione era presieduta da Stefano Rodotà).
La redazione di questo documento è stata promossa dalla Presidenza della Camera (Laura Boldrini in primis) e oggi l'attività della commissione si è conclusa con la presentazione del testo. L'attività di redazione è stata animata da buone intenzioni e, sin dall'inizio, ha cercato un ampio respiro, nella speranza che <strong>possa persino essere <span style="text-decoration:underline;">il</span> testo guida in ambito internazionale</strong>, in quanto ad oggi manca un documento organico sul tema. Un'interessante novità è stata che, per un certo periodo, si è cercata la partecipazione del pubblico, utilizzando la piattaforma elettronica di dibattito dei CIVICI [<em>...oggi chiusa</em>].
Il testo è quello che è: <strong>una serie di dichiarazioni di principio</strong>, una guida su quello che dovrebbero essere i diritti dei cittadini in internet, espressi in termini volutamente vaghi, frutto di una mediazione politica all'interno della Commissione. <strong>Non è una delibera</strong>, e oggi non fa parte del corpus legislativo [<em>...non fa testo...</em>]. Peraltro la forma del testo non ne permette la presentazione per la sua traduzione in legge/decreto/regolamento (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=_dKmhZjrUVA" target="_blank">vedasi video</a>).
Tutto ciò non fa sperare che il testo si traduca in qualcosa di concreto nel breve/medio periodo, e personalmente temo che finirà nell'archivio polveroso della Camera assieme ad altre iniziative precedentemente promosse [<em>Chi si ricorda della consultazione, <span style="text-decoration:underline;">promossa dalle istituzioni</span>, per le riforme costituzionali?</em>]. Ma facciamo finta che questa abbia un seguito... e provo a fare qualche riflessione.
<strong>Qualche obbiezione di base.</strong>
Nel corso della sua elaborazione si sono evidenziate anche alcune interessanti <em>obbiezioni di base</em>, che riguardano le conseguenze dell'applicazione di molti dei diritti promossi nel testo: il far valere dei diritti porta inevitabilmente a forzare delle “regole” in internet, ovvero creare su di esso un controllo oggettivo.
<h4 style="text-align:justify;">Internet dovrebbe essere regolamentato?</h4>
Alcuni sostengono che il carattere rivoluzionario di internet sia proprio nella sua incontrollabilità, e che azioni volte a irregimentarlo (anche per buone intenzioni) lo ucciderebbe come media innovativo, trasformandolo in un surrogato dei tradizionali media (TV, giornali, ecc...).
<h4 style="text-align:justify;">Internet è controllabile?</h4>
Alcuni ritengono che il controllo delle attività in internet è oggettivamente impossibile, sia per il tipo di tecnologia usata, sia per il carattere transnazionale del media, per cui il testo è sostanzialmente inapplicabile, dunque inutile.
<h4 style="text-align:justify;">Internet sarebbe usufruibile?</h4>
Infine c'é chi ritiene che la puntuale applicazione di tutte le precauzioni necessarie per assicurare i diritti specificati, renderebbe l'utilizzo di internet impossibile e/o difficoltoso e/o costoso, al punto da renderne impossibile molti utilizzi.
Riguardo alla tutela della privacy degli utenti, il problema è stato “sfiorato” recentemente con il problema dei cockie: questi possono essere veicolo di controllo sugli utenti, ma sono anche strumenti essenziali per realizzare quelle automazioni che rendono tanto usufruibile internet per l'utente medio. Si è arrivati così alla soluzione di compromesso [<em>non sono le parole esatte che vorrei usare</em>]: tutti i siti sono stati obbligati a chiedere il consenso informato agli utenti [<em>con seccatura generale</em>]... e quest'ultimi non potevano che accettare, altrimenti molti siti sarebbero stati di fatto inutilizzabili.
Bisogna ricordare che molti “<em>oggetti</em>” in internet riteniamo che lavorino bene proprio perché tracciano i gusti degli utenti, e propongono i contenuti che li soddisfano. Senza questi meccanismi, i seguitissimi Google (motore di ricerca) e Facebook (socialnetwork) sarebbero usati da pochi.
<strong>Applicazione della Dichiarazione</strong>
Anche con la volontà di applicarla, c'è da chiedersi quanto del testo ha possibilità pratiche di avere un seguito.
Un esempio evidente è quello del diritto d'accesso (art. 2): in un clima di progressiva smobilitazione dei servizi pubblici (come quelli essenziali della sanità e dell'istruzione pubblica), quali concreti investimenti ci si può aspettare? Gli annunciati investimenti generici per l'ammodernamento della rete di per sé non assicurano libero accesso alle persone economicamente o culturalmente più deboli, possono solo dare più banda passante a chi se la può permettere.
Interessante è la vicenda dei lavori d'<a href="http://www.quotidianopiemontese.it/2015/03/03/banda-larga-in-piemonte-oltre-7-milioni-spesi-ma-l80-di-questa-non-e-stata-attivata/#.VdXgz7bPGPQ" target="_blank">ammodernamento della rete nel Piemonte</a>, dove a milioni di euro d'investimento e chilometri di fibra installati, non corrisponde un equivalente miglioramento della connettività.
Un altro esempio riguarda la neutralità della rete (art. 4): chi avrà la forza oggettiva di verificare e imporre alle multinazionali della telecomunicazione, di NON controllare il traffico dati a seconda delle loro interessi? L'Antitrust italiano? Il Garante?...
E ancora, la protezione dell'anonimato degli utenti (art. 10): oggi, dopo le note vicende emerse con Snowden, e dopo che la Francia si fa vanto di un programma di controllo massivo delle telecomunicazioni, chi potrà anche solo dire di proteggere l'anonimato degli internauti?...
Altro punto punto fondamentale riguarda se la politica vorrà dare seguito a tutta, o <strong>solo una parte dei contenuti della Dichiarazione</strong>. La cosa non è irrilevante: la Dichiarazione presenta punti antitetici, non si può avere giustizia applicandone rigidamente un punto, tralasciando totalmente la sua antitesi.
Un esempio è il noto diritto all'oblio (art. 11):
<ul style="text-align:justify;"><li style="text-align:justify;">il punto 11.1 dice che una persona (anche personalità pubbliche) ha diritto di essere cancellato dai motori di ricerca;</li>
<li style="text-align:justify;">il punto 11.2 dice che non può essere limitata la ricerca [...] e al pubblico di essere informato.</li>
</ul>L'applicazione del punto 11.1 della Dichiarazione, trascurando il punto 11.2, creerebbe un sbilanciamento che porterebbe alla scomparsa di molto della funzione informativa di internet. C'è da sperare che la peggior politica non ne approfitti per forzare il sistema, sbandierando la Dichiarazione come giustificazione al malfatto.
<strong>Interpretazione delle dicotomie.</strong>
L'aspetto più “grigio” della Dichiarazione, stà però proprio nella presenza di molti temi antitetici: buoni propositi in un senso e buoni propositi in senso opposto.
La loro traduzione in pratiche oggettive, leggi e regolamenti, costituirà il vero busillis dell'applicazione della Dichiarazione; com'è ora si rischia il continuo ricorso alla magistratura (in primis) e la Cassazione (dopo), ogni volta che si tenti di stabilire il limite di uno o il contrapposto diritto. Ovviamente questo a tutto vantaggio di chi può permettersi di arrivare agli alti gradi di giudizio (vale a dire i ricchi e i potenti).
Vedremo se saranno rose... spine... o fumo.
Intanto vi <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/commissione_internet/TESTO_ITALIANO_DEFINITVO_2015.pdf" target="_blank">invito alla lettura della Dichiarazione</a>: è breve e può essere di spunto per riflessioni.]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 16:52:02 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Questo "posticipare" non mi sembra un bel segno......]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_189]]></link>
<description><![CDATA[Questo "posticipare" non mi sembra un bel segno... anche che le pagine della Camera non siano aggiornate; sembra che manchi "attenzione"... che stiano preparando un posticino vicino all'altra consultazione (quella per le Riforme Istituzionali)? <img src="http://codicidellademocrazia.partecipate.it/js/tinymce/plugins/emoticons/img/smiley-undecided.gif" alt="" />]]></description>
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<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 18:50:16 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[ieri, scrivendo il post, avevo notato che la consu...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_188]]></link>
<description><![CDATA[ieri, scrivendo il post, avevo notato che la consultazione risultava ancora aperta. Oggi mi accorgo che sul sito della consultazione si legge
<span style="color:#0000ff;">La raccolta dei contributi avverrà da lunedì 27 ottobre 2014 e durerà cinque mesi, fino al 31 marzo 2015.</span>
Quindi <strong>il termine è stato fissato/spostato al 31 marzo 2015</strong> (senza esplicitare che c'è stata una proroga). Invece sul sito della Camera non c'è traccai del posticipo: si legge ancora che
<span style="color:#0000ff;">la raccolta dei contributi dei cittadini partirà il 27 ottobre e durerà quattro mesi.</span>
<span style="color:#000000;">-- fiorella</span>]]></description>
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<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 15:07:26 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[La chiusura del confronto on-line è stata postici...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_187]]></link>
<description><![CDATA[<a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">La chiusura del confronto on-line è stata posticipata al 31 Marzo</a>.
Intanto ho partecipato ad <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_dKmhZjrUVA" target="_blank">un incontro al Centro Nexa</a>, interessante, ma già vengono messe le mani avanti...
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/_dKmhZjrUVA" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe>
Saluti
Luca Z.]]></description>
<media:content url="https://www.youtube.com/watch?v=_dKmhZjrUVA" medium="video">
<media:title type="plain"><![CDATA[72° Mercoledì di Nexa - La bozza di Dichiarazione dei diritti in Internet: punti di forza e limiti ]]></media:title>
</media:content>
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<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 13:34:37 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[In concomitanza con la prevista chiusura della con...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_186]]></link>
<description><![CDATA[In concomitanza con la prevista chiusura della <a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">consultazione online</a>, fissata per il 27 febbraio (ma dal sito di consultazione a tutt'oggi non pare ancora chiusa), si è ridestato l'interesse per questa consultazione.
Il 16 febbraio si è svolto un incontro alla Casa della Cutlura di Milano organizzato <a href="http://www.openlabs.it" target="_blank">Openlabs</a>, dal titolo <span id="sites-page-title" dir="ltr"><a href="http://www.openlabs.it/home/dichiarazione-dei-diritti-in-internet" target="_blank">I Diritti in Internet: <span style="font-size:11pt;">il percorso dai principi alle buone pratiche</span></a> (anche se già avvenuto, lo segnalo perchè gli organizzatori hanno intenzione di mettere a disposizione il materiale).<br /></span>
<span dir="ltr">Il prossimo 10 marzo si svolge un analogo dibattito a Roma organizzato dal <a href="http://www.centroriformastato.it/" target="_blank">CRS - Centro per la Riforma dello Stato</a>, dal titolo </span><a href="http://www.centroriformastato.it/non-ce-piu-la-rete-di-una-volta/" target="_blank">Non c’è più la rete di una volta</a>.
Partecipo ad entrambi, portando sostanzialmente i contributi gia' pubblicati nei miei post su questo thread.
Visto che la Commissione della Camera ha preso avvio sull'onda della firma da parte del Presidente della Repubblica del Brasile del <a href="http://participacao.mj.gov.br/marcocivil/lei-no-12-965-de-23-abril-de-2014/" target="_blank">Marco Civil</a>, è interessante una notizia apparsa iri sul sito della Electronic Frontier Foundationì <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2015/03/you-cant-block-apps-free-and-open-brazilian-internet" target="_blank">You Can't Block Apps on the Free and Open Brazilian Internet</a>
-- fiorella]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[Non c’è più la rete di una volta]]></media:title>
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<media:content url="http://www.openlabs.it/home/dichiarazione-dei-diritti-in-internet" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[I DIRITTI IN INTERNET: il percorso dai principi alle buone pratiche]]></media:title>
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<media:title type="plain"><![CDATA[piattaforma di consultazione]]></media:title>
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<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 19:09:10 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Segnalo questa intervista a Stefano Rodotà:http:/...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_167]]></link>
<description><![CDATA[Segnalo questa intervista a Stefano Rodotà:<br /><a href="http://www.linkiesta.it/stefano-rodota-intervista-carta-diritti-internet">http://www.linkiesta.it/stefano-rodota-intervista-carta-diritti-internet</a>
<div class="lk-article-header-content-top" style="text-align:justify;">
<div class="signature lk-data">2/11/2014</div>
<div class="signature lk-data"><a href="http://www.linkiesta.it/stefano-rodota-intervista-carta-diritti-internet" target="_blank"><span style="font-size:13pt;"><strong>Rodotà: “Parlare di Rete libera è una stupidaggine”</strong></span></a></div>
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<div class="field-item even">Stefano Rodotà racconta la Carta dei diritti in Internet. “La Costituzione deve parlare della Rete”</div>
</div>
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<div class="autore">
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<a class="signature" href="http://www.linkiesta.it/fabrizio-marino/profilo" target="_blank">Fabrizio Marino</a>
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<div class="field-item even" style="text-align:justify;"><a href="http://www.linkiesta.it/stefano-rodota-intervista-carta-diritti-internet" target="_blank"><img title="Flickr/Salone Internazionale del libro" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/styles/main_image_article/public/uploads/articolo/immagine-singola/rodota_saloneinternazionaledellibroflickr.jpg?itok=SXZnhpEK" alt="Flickr/Salone Internazionale del libro" width="430" height="277" /></a></div>
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</div>]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[vai all'intervista...]]></media:title>
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<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 13:02:45 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[A tal proposito segnalo questo mio intervento del ...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_166]]></link>
<description><![CDATA[A tal proposito segnalo questo mio intervento del 27 ottobre scorso:<br /><br /><a href="http://www.milanoradicale.it/2014/10/27/diritii-internet-cappato-bene-consultazione-camera-ma-non-piattaforma-proprietaria-boldrini-chiarisca/">http://www.milanoradicale.it/2014/10/27/diritii-internet-cappato-bene-consultazione-camera-ma-non-piattaforma-proprietaria-boldrini-chiarisca/</a><br /><strong><a title="Diritti Internet: Cappato “Bene consultazione Camera, ma non piattaforma proprietaria. Boldrini chiarisca”" href="http://www.milanoradicale.it/2014/10/27/diritii-internet-cappato-bene-consultazione-camera-ma-non-piattaforma-proprietaria-boldrini-chiarisca/"><br />Diritti Internet: Cappato “Bene consultazione Camera, ma non piattaforma proprietaria. Boldrini chiarisca”</a></strong>
Marco Cappato]]></description>
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<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 11:33:11 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[ho posto in discussione su parelon la questione
ht...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_165]]></link>
<description><![CDATA[ho posto in discussione su parelon la questione
<a href="https://test.parelon.com/lf/initiative/show/87.html" target="_blank">https://test.parelon.com/lf/initiative/show/87.html</a>
inoltre sto lavorando direttamente con la commissione parlamentare, tramite il deputato 5 stelle, per approfondire i singoli punti e le criticita'
grazie]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[vai su parelon...]]></media:title>
</media:content>
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<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 12:04:00 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[ si potrebbe fare un tomo con gli esempi di inizia...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_164]]></link>
<description><![CDATA[<img src="http://codicidellademocrazia.partecipate.it/js/tinymce/plugins/emoticons/img/smiley-frown.gif" alt="" /> si potrebbe fare un tomo con gli esempi di iniziative on-line istituzionali o para-istituzionali, finite alle ortiche... se fossi un complottista urlerei che c'é un disegno degli Illuminati (o rettiliani, o qualcos'altro...<img src="http://codicidellademocrazia.partecipate.it/js/tinymce/plugins/emoticons/img/smiley-tongue-out.gif" alt="" />)... ma più semplicemente penso che sia un mix di propaganda, disinteresse, iniziative ad-personam e cialtroneria italica....o forse no?...<img src="http://codicidellademocrazia.partecipate.it/js/tinymce/plugins/emoticons/img/smiley-cool.gif" alt="" />]]></description>
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<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 10:21:10 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[fa il paio con http://passodopopasso.italia.it/ ...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_163]]></link>
<description><![CDATA[fa il paio con <a href="http://passodopopasso.italia.it/" target="_blank">http://passodopopasso.italia.it/</a> ospitato su un sito in fallimento? (come il paese d'altronde)]]></description>
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<pubDate>Sun, 26 Oct 2014 10:00:53 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Non immaginavo che quel sibillino comunicato sulla...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_162]]></link>
<description><![CDATA[Non immaginavo che quel sibillino comunicato sulla Home Page di Fondazione Ahref volesse dire che la Fondazione fosse in liquidazione e non so perché i soci abbiano deciso di metterla in liquidazione.
Ma questo significa che domani inizia (non è “in corso”) una consultazione promossa della Presidenza della Camera dei Deputati che si svolge su un sito registrato in Costa d’Avorio di cui è titolare V3551-NICCI e utilizza un software che è proprietà di una Fondazione in liquidazione affidato a persone che ci lavorano “con buona volontà e spirito di servizio” (gratis? pagate da chi? fino a quando?). Non mi pare la configurazione ideale per una consultazione online pubblica promossa da una istituzione quale la Presidenza della Camera dei Deputati
E sono francamente esterrefatta che nessuno dei membri della Commissione rilevi questo problema e intervenga quando si è ancora in tempo per farlo.
-- fiorella]]></description>
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<pubDate>Sun, 26 Oct 2014 09:10:52 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Ciao, Il percorso di apertura della piattaforma Ci...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_161]]></link>
<description><![CDATA[Ciao, Il percorso di apertura della piattaforma Civi.ci è stato drasticamente messo in difficoltà dalla decisione dei soci - Informatica Trentina e Fondazione Bruno Kessler - di mettere avviare alla liquidazione la Fondazione Ahref. I soci hanno garantito supporto alla Camera per la consultazione in corso. Le persone che si stanno lavorando lo fanno con buona volontà e spirito di servizio nei confronti dell'istituzione che ci rappresenta e che ha potuto contare sulla tempestività e velocità di messa in opera della consultazione. Non posso dire a parole il dolore che provo per la decisione di liquidare un'esperienza che ha contribuito alla consapevolezza intorno alle possibilità offerte dai media civici alla maturazione del dibattito democratico. Anche perché altre soluzioni erano a portata di mano. Cercheremo altri mezzi per continuare a contribuire. E se riusciremo saranno soluzioni anche migliori e più flessibili Saluti Luca]]></description>
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<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 14:28:18 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Dopo le anticipazioni di alcuni giornalisti pre-in...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_158]]></link>
<description><![CDATA[Dopo le anticipazioni di alcuni giornalisti pre-informati (Arturo Di Corinto ne aveva parlato già il 2.10.2014 su repubblica.it; Alessandro Longo il giorno prima, domenica 12 ottobre su Nova24 Tech de Il Sole 24 Ore) , lo scorso 13 ottobre, sul sito della Camera dei Deputati è stata pubblicata una <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf" target="_blank">bozza di dichiarazione dei diritti in Internet</a> varata dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet nella riunione dell'8 ottobre 2014, la terza riunione dopo quella tenutasi il 27 luglio 2014 e la seconda del 22 settembre 2014. Il sito della Camera mette anche a disposizione i resoconti stenografici delle tre sedute. Inoltre, il breve comunicato informa anche che a partire da lunedì prossimo, 27 ottobre e per la durata di quattro mesi, si svolgerà un consultazione pubblica online di raccolta dei contributi dei cittadini sul sito <a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">http://camera.civi.ci/</a>.
Da allora, pareri e commenti sono fioccati numerosi. Il sito del NEXA Center for Internet & Society del Politecnico di Torino li ha raccolti quasi tutti (manca l’anticipazione di Di Corinto che trovate nerl Materiale Informativo qui a fianco) e pertanto è utile tenere il <a href="http://nexa.polito.it/dichiarazione-diritti-internet" target="_blank">link</a> a portata di mouse per seguire l’evoluzione del dibattito.
Non li ho letti tutti: molti si soffermano su questioni delicate quali neutralità della rete (art. 3 della bozza) e tutela dei dati personali (art.4); altri esprimono posizioni diverse sulla questione del diritto all’oblio (10), qualcuno discute se e come abbia senso tutelare il diritto all’anonimato (art.9) e molti notano la necessità di affrontare lo spinoso tema del diritto d’autore. per ora coscientemente messo da parte (nell’intervista rilasciata a Articolo 21, il Presidente della Commissione Stefano Rodotà afferma: “Per quanto riguarda il diritto d’autore abbiamo deliberatamente deciso di attivare questo punto molto delicato alla consultazione, che comincia a fine Ottobre [ma] il tema del diritto d’autore sarà certamente presente nella stesura definitiva della dichiarazione.”).<br />Non mi pare utile tornare su tali questioni anche perché non ho specifiche competenze disciplinari per farlo. Ma ci sono tre temi di una certa rilevanza, anche se piuttosto diversi tra loro, che non mi pare siano state affrontati e su cui penso di poter contribuire come informatica impegnata da venti anni sui temi della partecipazione civica in rete, e come docente, da tre anni, insieme al collega Andrea Trentini, del <a href="http://tecnocivismo.di.unimi.it/" target="_blank">corso di Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo</a>, complementare della laurea magistrale di Informatica dell’Università Statale di Milano (a quanto ne so, l’unico corso universitario di “cittadinanza digitale”).
Perdonatemi se le affronto in ordine di rilevanza (a mio avviso) crescente.
<strong>Prima questione.</strong> Mi pare la bozza manchi di un po’ di strutturazione che faciliti la comprensione delle “macro-questioni” affrontate. Per fare un esempio, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, a cui fa riferimento il Preambolo, è organizzata in 7 “capi” (dignità, libertà, uguaglianza, etc). Adottare un criterio di strutturazione analogo favorirebbe la lettura da parte di chiunque (potremmo dire, in “informatichese”, l’usabilità e l’accessibilità della Dichiarazione da parte del cittadino comune) in linea con il “diritto all’uso consapevole di Internet” (art.13) che parte da poter capire facilmente i propri diritti. In occasione della <a href="http://discussionepubblica.ideascale.com/a/ideafactory.do?mode=top&discussionFilter=active" target="_blank">precedente consultazione sui Principi fondamentali di Internet</a>, avevo già proposto un framework concettuale che consiste di 8 livelli (ispirato a vari lavori scientifici e a suo volto presentato alla comunità scientifica nazionale e internazionale e collaudato nel corso suddetto) proprio per meglio organizzare i molti temi che possono essere oggetto di attenzione in una “dichiarazione sui diritti in Internet”. Il fatto di raccontare questo framework come un “arcobaleno di diritti” era ed è proprio orientato a renderlo di facile appropriazione e comprensione. La <a href="http://discussionepubblica.ideascale.com/a/ideafactory.do?mode=top&discussionFilter=active" target="_blank">proposta</a> era risultata la seconda più votata e credo che potrebbe ancora tornare utile, a maggior ragione visto che Arturo Di Corinto nella sua <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/02/news/costituzione_per_internet-97138964/" target="_blank">“anticipazione”</a> ha scritto che “La bozza […] certamente terra[nno] conto dell'apporto dato dalla consultazione voluta dal ministro Francesco Profumo all'epoca del governo Monti due anni fa.” Anzi, un incrocio tra gli articoli del draft (ed altri nuovi eventuali) e il framework potrebbe permettere di metterlo ulteriormente a punto (o anche buttarlo via!). Ma comunque un po’ di strutturazione alla dichiarazione sarebbe auspicabile.
<strong>Seconda questione. </strong>Se “Dichiarazione dei Diritti in Internet” va intesa, come pare ragionevole come “Dichiarazione dei Diritti <em>delle persone e dei cittadini </em>in Internet”, allora mi pare che la bozza copra molto più i diritti da tutelare che quelli da affermare. Una simile Dichiarazione fatta ancora abbastanza all’inizio del secolo XXI secolo, caratterizzato dall’ineludibile intreccio tra analogico e digitale, online e offline, dovrebbe porsi anche l’obiettivo di affrontare il diritto di fare di Internet lo spazio per l’affermazione della piena cittadinanza, e quindi della sovranità popolare. Sono ben consapevole che è un tema non facile, ma eluderlo significa guardarsi dai rischi (della rete) e tralasciarne le opportunità. Significa, a mio modestissimo avviso, volare molto, troppo basso. Mary Kaldor, della London School of Economics, ha detto, nel suo Mary Kaldor (LSE), opening speech al World Forum for Democracy, organizzato dal Council of Europe, a Strasburgo nel Novembre 2013: “«we should not ask ourselves if and how digital technologies can enhance democracy, but how to rethink democracy in the digital era». Penso sia questo lo scenario a cui si deve guardare se si pensa, come ha detto la Presidente Boldrini nel suo primo intervento nella seduta di apertura, che «considerare Internet uno dei vari media è riduttivo ma anche improprio. Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e soprattutto per il futuro delle nostre società. […] Internet ci deve stare a cuore […] perché può davvero dare un nuovo impulso alla partecipazione democratica che è sempre più in crisi in molti paesi.»
Facendo nuovamente riferimento al framework per caratterizzare vari livelli a cui si può discutere il tema della cittadinanza digitale, ciò significa prendere in considerazione i livelli più “alti” e qualificanti, per fare in modo che Internet favorisca l’attuazione della ormai “vecchia” - essendo stata emanata nel 2001 - “Recommendation Rec(2001)19 of the Committee of Ministers to member states on the participation of citizens in local public life”. Essa invitava a «<em>Accord major importance to communication between public authorities and citizens and encourage local leaders to give emphasis to citizens’ participation and careful consideration to their demands and expectations, so as to provide an appropriate response to the needs which they express.</em> […] <em>Adopt a comprehensive approach to the issue of citizens’ participation, having regard both to the machinery of representative democracy and to the forms of direct participation in the decision-making process and the management of local affairs.»</em>
<strong>Terza questione</strong>. Che sento il dovere di sollevare, anche se trovo spiacevole farlo. Riguarda la modalità della preannunciata consultazione online. Nel resoconto dell’ultima seduta della Commissione Anna Masera, Capo Ufficio stampa della Camera dei deputati, informa che la consultazione «andrà tutta sulla piattaforma Civi.ci […]. La piattaforma Media Civi.ci aveva già fatto una consultazione analoga» La Presidente Boldrini così completa: «La consultazione sarà aperta e i cittadini che partecipano potranno pubblicare, per ciascuna parte del documento, nuove proposte, commentare le proposte già pubblicate, indicarne il livello di adesione ed esprimersi sulla loro chiarezza, grazie ad uno strumento che sarà il più semplice ed intuitivo possibile. Per ogni proposta formulata sarà possibile esprimere su di essa le opinioni ed allegare link e documentazioni utili. La moderazione verrà effettuata dall’Ufficio stampa della Camera in base alla social media policy della Camera stessa.»
Questa scelta pone alcuni problemi.
<strong>Problema 1.</strong> Civi.ci è una piattaforma software proprietaria, per la precisione – come si può vedere nella bottom line del sito <a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">http://camera.civi.ci/</a> essa è “Copyright Fondazione <ahref | Sede legale: Vicolo Dallapiccola 12 - 38122 Trento - Italia | P. IVA 02178080228.” Quindi la Camera dei Deputati adotta per consultare i cittadini un software proprietario. La scelta di Civi.ci era stata pre-annunciata già da luglio. Chi l’ha fatta? con un bando pubblico? a quali costi ?  di nuovo gratuitamente? è già successo in precedenza, per la precisione per Consultazione Pubblica sulle Riforme Costituzionali sul sito partecipa.governo.it. Qualche giurista mi illumina se una istituzione può affidare un servizio (la fornitura di un software) senza alcun bando solo perché viene concesso gratuitamente? e se ci fossero altri soggetti interessati/disponibili a farlo, che magari propongono un software open source? bisognerebbe confrontare le funzionalità, come richiede la Direttiva 19 Dicembre 2003 «Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni» (GU n. 31 del 7-2-2004) non a caso nota come Direttiva Stanca per l'open source nella PA. E’ stato fatto?
NB: <a href="/infodiscs/view/46" target="_blank">è dalla sua presentazione ufficiale circa un anno fa</a> che pongo questo problema del software proprietario Civi.ci usato per consultazioni istituzionali, ai diretti interessati e a persone oggi direttamente coinvolte nella commissione; la risposta è sempre stata: siamo consapevoli del problema, ce ne occuperemo.<br />NB2: Ricordo che nella già citata precedente consultazione sui principi fondamentali di Internet <a href="http://discussionepubblica.ideascale.com/a/dtd/Software-Libero/194544-19273" target="_blank">la proposta più votata</a> chiedeva che  "in Internet si usi esclusivamente il software libero". Anche in questo caso, la promessa (sia pure per interposta voce) di tenere presente i risultati della precedente consultazione poteva quanto meno essere considerata per il software di consultazione. Se i risultati delle consultazioni non si tengono minimamente in considerazione, è inutile farle.
<strong>Problema 2. </strong>La home page del sito <a href="http://www.ahref.eu/it" target="_blank">http://www.ahref.eu/it</a> della suddetta Fondazione <ahref, riporta (oggi e già da qualche tempo) un “Ciao a tutti” ed un (sibillino) comunicato datato 16 settembre 2014 che riporto come immagino perché non è possibile copiarne il testo (no comment).
 <img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/158/D3EC6A7.jpg" alt="" width="421" height="500" />
<div style="text-align:justify;">Cosa significa che (grassetto mio) «il <strong>senso</strong> di <ahref continuerà in modo nuovo con la ricerca, la progettazione con le amministrazioni pubbliche italiane e con i privati come stiamo già facendo»? a quanto è dato capire (e così accadeva per la precedente consultazione su cui valevano le medesime domande su chi aveva fatto la scelta) i cittadini che vorranno partecipare alla consultazione dovranno registrarsi sul sito (sotto il dominio di) Fondazione <ahref . Ma quel comunicato non fa capire se Fondazione <ahref esiste ancora.</div>
<strong>Problema 3. </strong>A proposito di dominio. Il dominio .ci è quello della Costa d’Avorio. Una interrogazione fatta stamattina su un sito associato all’IANA (Internet Assigned Numbers Authority) per capire “whois” dietro al dominio civi.ci
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/158/4C60F31.jpg" alt="" width="500" height="259" />
 
ha dato questo risultato:
Domaine:    civi.ci<br />créé le:    2014-01-09 17:47:06.62<br />Prestataire:    vename<br />Date d'expiration:    2015-01-10 17:47:06.62<br />Identifiant du contact du propriétaire:    V3551-NICCI<br />Identifiant du contact administratif:    V3550-NICCI<br />Identifiant du contact technique:    V3549-NICCI<br />Serveur de nom:    ns01.trademarkarea.com<br />Adresse de ns01.trademarkarea.com:    66.227.46.9<br />Serveur de nom:    ns02.trademarkarea.com<br />Adresse de ns02.trademarkarea.com:    65.175.38.200
(Chi non avesse familiarità con le informazioni che normalmente si ottengono da una interrogazione analoga su un dominio ".it", vada all'URL  <cite class="_Rm"><a href="http://www.nic.it/web-whois" target="_blank">www.nic.it/web-whois</a></cite>, inserisca ad esempio <a href="http://www.camera.it" target="_blank">www.camera.it</a> e confronti il risultato con quello qui sopra).
Domanda: Un'istituzione come la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana può appoggiarsi su un dominio  della Costa D’Avorio i cui dati identificativi sono i codici V3549/50/51-NICCI ?
Ringrazio dell'attenzione chi è arrivato fin qui a leggere questo faticoso ma spero non inutile contributo
-- fiorella]]></description>
<media:content url="http://nexa.polito.it/dichiarazione-diritti-internet" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[....Dichiarazione dei diritti in Internet]]></media:title>
</media:content>
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<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 19:27:16 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[
Finalmente, dopo alcuni mesi di sviluppo, la Comm...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_160]]></link>
<description><![CDATA[<div>
Finalmente, dopo alcuni mesi di sviluppo, la<a href="http://www.camera.it/leg17/1177" target="_blank"><em> Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet </em></a>è <a href="http://www.camera.it/leg17/1179" target="_blank">uscita</a> con la <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf" target="_blank"><strong>"Bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet"</strong></a>. Questo documento è piuttosto ambizioso, non solo per l'obiettivo in sè, ma perché <em>vorrebbe</em> essere proposto come <strong>primo riferimento in sede comunitaria sul tema</strong>.
Sei paginette piuttosto vaghe a dire il vero, che probabilmente non scontentano nessuno del gruppo di lavoro della Commissione.
Ciò non toglie che la Bozza <strong>ha già contenuti significativi </strong>[<em>con un loro peso</em>], e invito tutti a <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf" target="_blank">scaricarla</a> e leggerla (è molto breve).
In ambito specialistico si sta già commentando (e/o polemizzando) sui contenuti, ma la cosa interessante è che <strong>partirà una consultazione pubblica </strong>basata sulla <a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">piattaforma dei CIVICI</a>, con lo scopo di raccogliere opinioni e suggerimenti dei comuni cittadini.
L'iscrizione e gratuita, e <em>s</em>olleciterei chiunque sia interessato al tema di <strong>iscriversi e partecipare</strong> attivamente. Ovviamente oggi non sappiamo <em>se, come e quando </em>le sollecitazioni dei cittadini verranno tradotte in legge [alcune esperienze passate sono purtroppo sconfortanti], ma la massiccia partecipazione almeno non permette scuse.
Alcuni riferimenti:
<ul><li><a href="http://www.camera.it/leg17/1174" target="_blank">Sito Commissione</a>;</li>
<li><a href="http://camera.civi.ci/" target="_blank">Piattaforma dei CIVICI</a>;</li>
<li><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/carta-dei-diritti-di-internet-sul-sito-della-camera-la-bozza-partecipativa/1153441/" target="_blank">Articolo sul Fatto Quotidiano</a>;</li>
<li><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/internet-arriva-la-carta-dei-diritti-ora-tocca-ai-cittadini/1153224/" target="_blank">Blog di Guido Scorza</a>;</li>
<li><a href="http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138" target="_blank">tread su I Codici della Democrazia</a>;</li>
</ul><span style="font-size:13pt;"><strong>Alcuni spunti di discussione per il tema della e-democracy</strong></span>
Leggendo la Bozza, o trovato una serie di contenuti ovvi, altri meno ovvi e altri che andrebbero chiariti.
In particolare sono stato colpito da alcuni aspetti che hanno impatto sui temi dell'e-democracy e che accenno di seguito.
Neutralità della rete e Trattamenti automatizzati
"<em>...ogni persona ha il diritto che i dati che trasmette e riceve in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato,applicazioni o, ingenerale, legittime scelte delle persone...</em>"
"<em>...nessun atto ... decisione comunque destinata ad incidere in maniera significativa nella sfera delle persone, possono essere fondati unicamente su un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità dell’interessato..</em>."
In passato <a href="http://www.airesis.it/blogs/78-blog-di-zanna/blog_posts/2189-Il-controllo-dei-facinorosi" target="_blank">avevo disqisito</a> sulla possibilità di creare dei sistemi automatizzati per la moderazione nelle discussioni, ma una possibile interpretazione di questo punto è che <span style="text-decoration:underline;">non dovrebbe</span> essere possibile incidere sugli utenti riguardo la visibilità o la possibilità d'intervento (ovviamente a meno di abusi o reati).
<span style="font-size:13pt;"><strong>Anonimato</strong></span>
"...<em>Ogni persona può comunicare elettronicamente in forma anonima per esercitare le libertà civili e politiche senza subire discriminazioni o censure</em>..."
Questo punto può essere interpretato che, almeno per attività civili e politiche, deve essere possibile per i cittadini, oltre che commentare, anche <em>votare</em> in forma anonima.
Qui si possono aprire delle discussioni sull'opportunità/necessità/pericoli del voto palese o segreto, note a chi usa piattaforme deliberative come ad esempio Liquidfeedback.
<span style="font-size:13pt;"><strong>Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme</strong></span>
"<em>...Ogni persona ... ha diritto di interrompere il rapporto, di avere copia dei dati che la riguardano in forma interoperabile, di ottenere la cancellazione dalla piattaforma dei dati che la riguardano...</em>"
Il primo punto che mi colpisce è dare la possibilità di <em>fornire copia dei dati </em>... in forma <em>interoperabile</em>. Può significare che gli utenti possono chiedere di avere copia delle proprie attività in un formato open? Non è cosa da poco: e per molte piattaforme, che usano formati proprietari dei database, è una cosa difficile da realizzare.
Il secondo punto è da chiarire: ottenere la cancellazione dei <em>dati personali </em>è facile, ottenere la<em> cancellazione dei propri contributi su una piattaforma</em>, non solo è difficile, ma potrebbe rendere <strong>inconsistente</strong> molte attività collettive (discussioni, creazione di contenuti, delibere...).
Luca Zanellato
</div>]]></description>
<guid isPermaLink="false">3#138#160</guid>
<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 14:11:27 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Finalmente è uscito qualcosa, 6 paginette (peralt...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_157]]></link>
<description><![CDATA[Finalmente è uscito qualcosa, 6 paginette (peraltro non facilmente ritrovabili nel sito della camera dei deputati):
<ul style="text-align:justify;"><li><a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf" target="_blank">Dichiarazione dei Diritti in Internet</a>;</li>
<li><a href="http://www.camera.it/leg17/1179" target="_blank">Presentazione su sito Camera dei Deputati</a>;</li>
<li><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/internet-arriva-la-carta-dei-diritti-ora-tocca-ai-cittadini/1153224/" target="_blank">Articolo sul Fatto Quotidiano</a>.</li>
</ul>Si tratta di bozze minime, che probabilmente non scontentano nessuno del gruppo di lavoro :-/
Luca Z.]]></description>
<media:content url="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/internet-arriva-la-carta-dei-diritti-ora-tocca-ai-cittadini/1153224/" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[link all'articolo]]></media:title>
</media:content>
<media:content url="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/10/DICHIARAZIONE-DEI-DIRITTI-IN-INTERNET-pubblicata.pdf" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[Dichiarazione dei Diritti in Internet (scarica il .pdf)]]></media:title>
</media:content>
<media:content url="http://www.camera.it/leg17/1179" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[Presentazione su sito Camera dei Deputati]]></media:title>
</media:content>
<guid isPermaLink="false">3#138#157</guid>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 17:25:26 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Penso che "...La bozza è pronta, ma il gruppo che...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_152]]></link>
<description><![CDATA[Penso che "...<em>La bozza è pronta, ma il gruppo che ci lavora via mailing list, attende la sintesi del professore Stefano Rodotà..." </em>significhi che non vogliono pubblicarla finchè non si siano risolti i problemi (<em>"... <em>essendo emerse posizioni diversificate</em> ..."</em>), o al limite sarà pubblicata il 13 Ottobre. Si vedrà...
Luca Z.]]></description>
<guid isPermaLink="false">3#138#152</guid>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 14:24:11 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Su Repubblica.it Arturo Di Corinto  ha pubblicato...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_145]]></link>
<description><![CDATA[Su Repubblica.it Arturo Di Corinto  ha pubblicato  notizie e  indiscrezioni sui lavori della commissione, in un pezzo dal titolo <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/02/news/costituzione_per_internet-97138964/" target="_blank"><em>Una Costituzione per Internet, ecco la prima bozza</em></a>
Riferisce che esiste <em>"una sua prima bozza che, presentata alla riunione dei Parlamenti europei a Roma il 13 ottobre, dovrà essere discussa, votata online, emendata e infine adottata dal Parlamento italiano. Ieri intanto sono stati pubblicati i primi resoconti stenografici dei due incontri del gruppo che se ne occupa su incarico della presidente della Camera Laura Boldrini,"</em><br />(non c'è link al resoconto, e in questo momento non ho tempo per cercarlo: se qualcuno lo facesse potremmo accedere anche noi alla fonte primaria ;-)
Di Corinto ci informa che "<em>La bozza è pronta, ma il gruppo che ci lavora via mailing list, attende la sintesi del professore Stefano Rodotà, che lo guida, essendo emerse posizioni diversificate, che certamente terranno conto dell'apporto dato dalla <a href="http://discussionepubblica.ideascale.com/a/ideafactory.do?mode=top&discussionFilter=active" target="_blank">consultazione voluta dal ministro Francesco Profumo</a> all'epoca del governo Monti due anni fa."</em>
La bozza non è allegata, ma Di Corinto ne anticipa <em>"Le prime tracce, o filoni tematici della Carta dei diritti [che] riguardano un primo insieme di elementi circa la necessità di: </em>
<ol style="text-align:justify;"><li><em>Garantire la neutralità e la trasparenza della rete; </em></li>
<li><em>Assicurare i diritti umani e le libertà fondamentali, il rispetto della dignità e della integrità della sfera personale di ciascuno e la sua libertà di espressione; </em></li>
<li><em>Tutelare l'autonomia di ciascuno anche nella propria identità digitale e la riservatezza dei dati personali; </em></li>
<li><em>Garantire la cittadinanza in rete, attraverso l'accesso universale all'infrastruttura, l'apertura dei dati del settore pubblico e la loro libera utilizzazione nei limiti della legge e la fruizione da parte di tutti come mezzo di diffusione e condivisione; </em></li>
<li><em>Favorire la circolazione della conoscenza e dei contenuti in rete; </em></li>
<li><em>Promuovere la sicurezza in rete, sia essa di interesse pubblico sia essa di interesse individuale (a partire dai minori e i disabili);</em></li>
<li><em>Promuovere azioni positive per l'educazione a Internet e la tutela dei diritti.</em>"</li>
</ol>-- fdc]]></description>
<media:content url="http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/02/news/costituzione_per_internet-97138964/" type="application/x-www-form-urlencoded">
<media:title type="plain"><![CDATA[Articolo Di Corinto: Una Costituzione per Internet, ecco la prima bozza]]></media:title>
</media:content>
<guid isPermaLink="false">3#138#145</guid>
<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 11:58:50 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Personalmente mi preoccupa sempre l'enfasi con cui...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/138#body_139]]></link>
<description><![CDATA[Personalmente mi preoccupa sempre l'<strong>enfasi</strong> con cui vengono portate avanti le iniziative dedicate alla "<em>regolamentazione</em>" di internet, quando:
<ol style="text-align:justify;"><li>internet è un media, e la legislazione dispone già di molte leggi sui media (<em>spesso disattese o mal applicate</em>);</li>
<li>le iniziative passate puntavano al controllo del mezzo o alla punizione delle fonti informative attive su internet.</li>
</ol>Insomma, puzza più di <em>mordacchia</em> che di "<em>...garanzie e diritti...</em>", ma si vedrà cosa uscirà...
Per l'oggetto:
<ul style="text-align:justify;"><li>nulla da dire sui componenti della Commissione, ma sarebbe doveroso (<em>open government</em>) che presentassero il loro curriculum (ma c'é tempo, in fondo basta una pagina sul sito della Commissione);</li>
<li>sullo strumento poco da dire... non si sà cosa sarà (<em>e di conseguenza <strong>che tipo di output</strong> genererà</em>);</li>
<li>molto legato al punto precedente, non si sà <em><strong>come</strong></em> verranno fatte le analisi dei risultati della consultazione (vedasi i dubbi già <a href="/infodiscs/view/120" target="_blank">espressi in altre occasioni</a>).</li>
</ul>Termino con il mio solito cruccio: qual è il <em><strong>patto partecipativo</strong></em> ?
Se a priori non ce né... potrebbe finire tutto nella solita bolla di sapone: grande sforzo (e stanziamento di risorse), un ponderoso dossier, dove tutto è stato elugubrato... e un posticino già riservato nei polverosi archivi della Camera. L'"operazione" si conclude con un'azione prefabbricata dalla maggioranza del momento (<em>ad uso e consumo proprio</em>).
Chi vivrà vedrà...
Luca Z.]]></description>
<guid isPermaLink="false">3#138#139</guid>
<pubDate>Mon, 28 Jul 2014 22:52:17 +0200</pubDate>
</item>
</channel>
</rss>    
