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<title><![CDATA[Autenticazione federata]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39]]></link>
<description><![CDATA[Con riferimento al post  COOPERAZIONE o COMPETIZIONE? COSA, COME E PERCHE'? vi chiedo cosa ne pensate dell'idea prevedere e creare dei sistemi di autenticazione federata degli utenti o, per metterla sul piano più giusto, dei sistemi di navigazione facilitata dei cittadini tra le piattaforme che rientrano tra quelle classificate come "democratiche" (e qui va aperto anche un dibattito sui criteri perchè una piattaforma possa rientrare in tale categoria)?
Grazie....]]></description>
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<image><title>I codici (software) della democrazia</title>
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<item><title><![CDATA[La strada corretta è quella, in Italia si sta lav...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_194]]></link>
<description><![CDATA[La strada corretta è quella, in Italia si sta lavorando per leggi specifiche per l'identità unica digitale, purtroppo siamo ancora lontani, si tratta di un processo lento e oneroso ma è indubbio che si arriverà a questo. Noi come team di sviluppo di e-atene abbiamo già deciso che quando il sistema sarà maturo utilizzaremo l'identità digitale SPID <a href="http://www.quifinanza.it/8971/foto/identita-digitale-arriva-spid-pin-unico-per-tutti-i-servizi-pa.html" target="_blank">http://www.quifinanza.it/8971/foto/identita-digitale-arriva-spid-pin-unico-per-tutti-i-servizi-pa.html</a> anche per la nostra piattaforma, da sempre infatti riteniamo che una piattaforma di voto prima ancora della facilità di accesso debba garantire l'univocità e l'identità dell'utente.]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[vai all'articolo su www.quifinanza.it...]]></media:title>
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<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 16:18:18 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[E' vero, avevo dimenticato le registrazioni dirett...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_156]]></link>
<description><![CDATA[E' vero, avevo dimenticato le registrazioni dirette tramite i social più popolari: ma sbaglio o si tratta comunque di una registrazione che viene duplicata, a partire dai dati presi del social network, verso il sito su cui si accede? <br />In ogni caso torna parzialmente con il concetto che volevo esprimere: cercare di mantenere una sola identità virtuale nelle svariate piattaforme partecipative.<br /><br />Interessanti gli esempi che fai con le cosiddette carte fedeltà, potenziate dalle sinergie tra varie aziende partner: tuttavia resta un'identità informatica fine alla mera commercializzazione di prodotti a scopo di lucro,  non un servizio sociale concepito per l'utilizzo aperto (a meno di non accettare di sorbirsi il marketing più o meno esplicito dell'azienda di turno).<br /><br />Fai molta distinzione tra i livelli di sicurezza e lo condivido, è fondamentale.<br /><br />Però farei una distinzione sulla questione sicurezza:
- da una parte c'è la sicurezza tecnica, che possa minimizzare i furti di identità legittime e le pratiche illecite correlate: essenziale
- dall'altra parte c'è la sicurezza che l'identità virtuale corrisponda all'identità di una persona fisica: in questo contesto è importante e auspicabile ma meno essenziale, a mio avviso. Se un utente vuole mascherarsi è difficile impedirglielo (basti pensare che anche nella realtà fisica ci si può camuffare, per varie motivazioni più o meno lecite), tuttavia se si diffonde la pratica di utilizzare un'unica identità virtuale - senza dispersione e duplicazione su innumerevoli piattaforme eterogenee - e se si adottano criteri tecnici di reputazione su questa identità unica, si minimizzerebbero diversi problematiche all'ordine del giorno quando si discute di eParticipation, secondo me :)<br /><br />Grazie,
saluti e buona giornata.]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 14:54:07 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Tutto sta nel livello di controllo che si richiede...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_155]]></link>
<description><![CDATA[Tutto sta nel livello di controllo che si richiede, esempio:
<ul style="text-align:justify;"><li>ad un estremo, la firma digitale certificata offre un altissimo livello di controllo;</li>
<li>all'altro estremo, un account FB certifica solo l'esistenza di un utente (praticamente ignoto) di una specifica casella postale.</li>
</ul>Tecnologie Democratiche vorrebbe provare ad offrire una posizione intermedia... si vedrà.
Intanto, <strong>ai livelli intermedi di sicurezza</strong>, sebbene non mi sono note società che assicurano questo servizio specificamente per piattaforme social su internet, esistono enti privati che <em>in un certo senso</em> certificano utenti per fornitori di beni e servizi. Esempio:
quando mi hanno sostituito la carta fedeltà di Carrefur, ho dovuto sottoscrivere una carta Payback, che raccoglie punti da Carrefur e supermercati del Gruppo (e fin qui normale), ma <strong>anche</strong> da ESSO, Alitalia e 3, che <strong>non fanno</strong> parte del Gruppo. Questo significa che, per ESSO, Payback è una società che assicura l'identità dell'utente (<em>cosa di una certa rilevanza perché si movimenta soldi non chiacchere</em>). In fondo è il servizio (a più alti livelli) che offre la Visa o simili.
<strong>A livelli bassi(ssimi) di sucurezza</strong>, lo stesso servizio lo offre Facebook, G+ o Twitter: sono molti i siti social che permettono l'iscrizione e l'accesso diretto tramite la verifica della presenza di un accuont di questi social.
Luca Z.]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 21:54:37 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Ringrazio prima di tutto per l'attenzione,
se ti r...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_154]]></link>
<description><![CDATA[Ringrazio prima di tutto per l'attenzione,
se ti riferisci a firma digitale e PEC non c'è dubbio, come anche esistono diversi sistemi di autenticazione riconosciuta sugli specifici portali di enti istituzionali e professionali.<br />ma - e qui chiedo nel caso mi sbagliassi - non esistono server certificatori, privati o pubblici, che siano depositari e garanti dell'identità virtuale di uno user a scopo generico, a disposizione per eventuali server di contenuti e discussione che volessero con protocolli open specifici bypassare il login interno bensì affidarsi allo user/psw gestita dalla piattoforma certificatrice (dati di profilo pubblici compresi), ed associare l'identità al contenuto tramite link.
incentivare un tale sistema, che dovrebbe essere convenzionalmente unico e riconosciuto, significherebbe educare nella quotidianità i navigatori web generici ad abituarsi ad avere un'unica identità virtuale anche in rete, così come ne ha una sola nella vita reale.
ovviamente tutti i portali con autenticazione interna attuali rimarrebbero così come sono, ma si spingerebbe tuttavia l'utente informato e propositivo a persiguire la strada della trasparenza sulle questioni che per lui sono più seri - a partire da una e-participation orientata alla risoluzione di problemi concreti - e mantenere l'anonimato o per le questioni di superflua importanza o per le questioni particolarmente sensibili alla privacy.
se invece esiste già qualcosa di simile, chiedo cortesemente info a riguardo.
Saluti,
e grazie.]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 20:13:55 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[In realtà esistono già diversi sistemi riconosci...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_153]]></link>
<description><![CDATA[In realtà esistono già diversi sistemi riconosciuti a livello istituzionale e legislativo per verificare l'identità in rete.
Il problema è che vi sembra una contrapposizione tra sicurezza e praticità:
<ul style="text-align:justify;"><li>da un estremo sistemi tendenzialmente semplici e gratuiti, che invogliano gli utenti ad aderirvi;</li>
<li>dall'altro sistemi poco pratici e richiedono un investimento per essere usati, ma che garatiscono l'identità a livello giuridico.</li>
</ul>In mezzo dei mix, che richiedono la volontà politica di accettare dei compromessi. E qui posso dirvi che le "visioni" degli utenti sono difficili da conciliare.
L'associazione Tecnologie Democratiche tenterà una propria via... ma chissà se avrà un pò di seguito.
Luca Z.]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 14:46:06 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[La validità del concetto di identità unica all'i...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/39#body_146]]></link>
<description><![CDATA[La validità del concetto di identità unica all'interno di piattaforme diverse è fondamentale a mio avviso per la promozione dell'e-participation su larga scala.
Il problema è tecnico. Ci vorrebbe un'unica autenticazione valida tra portali diversi, che si parlano tra loro. Ma i dati dell'iscritto dove risiederebbero? La soluzione attualmente utilizzata per integrare CMS è la ridondanza automatica degli user data tra i database delle varie piattaforme (quando uno si iscrive da qualche parte, propaga le informazioni a tutti gli altri server che fanno altrettanto), ma non può essere una soluzione efficiente, è palese.
l'unica strada percorribile secondo me è la creazione di una sola 'centrale identificativa degli utenti', con la quale tutti i siti di contenuti vanno a parlare e linkino il contenuto all'utente che l'ha prodotto.
è una questione di convenzione, bisogna mettersi d'accordo su chi faccia da garante sull'identità degli user, raccogliendone le informazioni peculiari.
e dovrebbe essere un organo istituzionale a fornire e promuovere un servizio di questo tipo, ed incentivarne in qualche modo l'utilizzo anche da parte delle aziende private.
 
Sul criterio di quale piattaforma possa essere considerata democratica e quale no: non può essere un processo esclusivo.
iniziare con l'adottare un sistema di autenticazione centralizzato ed esterno ai propri server sarebbe già una iniziativa lodevole, dopodichè qualsiasi ulteriore apertura delle informazioni di una piattaforma verso altre è per me un ottimo passo avanti.
L'obiettivo, irraggiungibile in senso assoluto ma a cui bisognerebbe mirare è l'integrazione dei vari flussi informativi in modo da minimizzarne la ridondanza. i server possono avere anche skin diverse e sistemi di navigazione ed interazione diversi, ma la cosa fondamentale dovrebbe essere che tutta l'informazione che viene 'consegnata' ad una piattaforma può essere recuperabile dal maggior numero di altre piattaforme compatibili (ovviamente se il dato è pubblico). per ottenere ciò devono essere adottate delle regole e dei protocolli comuni dei tipi di contenuto da esporre, la standardizzazione degli openData risulta fondamentale.
Una parziale vittoria si avrebbe se una qualche piattaforma open autonoma ottiene in qualche modo massa critica e tira la creazione di altre piattaforme similari, basate sugli stessi strumenti informatici in modo da semplificare al massimo l'interfacciamento.
Gli utenti ne avrebbero solo che da guadagnare, devono solo comprenderlo, e partecipare :)
<br />Saluti,
e grazie.]]></description>
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<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 17:21:41 +0200</pubDate>
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