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<title><![CDATA[PANEL: Riuscirà l'uso di questi strumenti a migliorare l'esercizio della democrazia nel nostro Paese?]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14]]></link>
<description><![CDATA[Riprendendo il titolo della sessione del sabato sera, questa vuole essere una discussione informale e conviviale tra coloro che hanno partecipato ai lavori e anche per dar spazio a contributi e idee che non sono rientrati nelle sessioni in programma con i relatori, da presentare in modo leggero e conviviale con commenti brevi (un po' stile bar camp). La tua attenzione ai temi della democrazia e della partecipazione può portare un significativo contributo al dibattito.
-- fiorella]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>I codici (software) della democrazia</title>
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<item><title><![CDATA[Caro Marco, concordo pienamente sulle considerazio...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_28]]></link>
<description><![CDATA[Caro Marco, concordo pienamente sulle considerazioni inerenti la sicurezza, è senz'altro uno dei temi chiave per poter giungere a conferire la credibilità giuridica che i sistemi di online deliberation aspirano ad ottenere.
E' senz'altro la via  da intraprendere per riuscire a rassicurare anche gli scettici, o buona parte di essi.
Forse stiamo attraversando una fase evolutiva pionieristica, forse un po' ingenua e romantica, ove gli aspetti legati alle logiche prevalgono sugli aspetti strettamente tecnici, alle best pratices di sviluppo, all'hardening dei sistemi, ai treat models...ecc. ecc.
Hai colto nel segno, è una lacuna che va colmata per poter progredire in maniera solida e consistente.]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 15:37:24 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Complexity is fine!
Anche alla tavola rotonda Ope...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_24]]></link>
<description><![CDATA[<strong>Complexity is fine!</strong>
Anche alla tavola rotonda <strong><em>Open Data</em></strong> dell'evento <em><strong>Open Opportunity</strong></em> del 20 settembre, a cui ho partecipato in rappresentanza di <strong>AIP</strong> - <em>Associazione Informatici Professionisti,</em> è emerso un messaggio chiaro: <strong>la sperimentazione effettuata ora si può/deve mettere a sistema</strong>.
La mia esperienza, maturata in varie epoche dell'informatizzazione di processi complessi, mi ha portato a tracciare la rotta verso l'orchestrazione di soluzioni informatiche federate, modulari, interoperabili, sicure, in grado di gestire i <strong>BIG OPEN DATA</strong> e i <strong>processi complessi</strong> di un mondo complesso, mettendo al centro la <strong>user experience</strong>.   
Le piattaforme di <em>Democrazia Partecipativa</em>, per strategicità, trasversalità, e ampiezza del dominio applicativo e informativo, <strong>rappresentano una sfida ideale</strong> per i numerosi stakeholders coinvolti (IT e non), utile a dimostrare che <strong>la complessità non è un tabù da evitare, ma, se governata e resa più facilmente condivisibile, è un asset fondamentale per un mondo, forse, migliore.</strong>
Un sintetico contributo per evidenziare alcuni ambiti, con ampi margini di miglioramento:
<ul style="text-align:justify;"><li>cosa comporta, trovare un argomento e una specifica tipologia di contributi correlati di interesse personale, all'interno di qualsiasi media civico attuale? ... o ancora meglio: nel caso in cui i partecipanti non fossero decine, centinaia o migliaia di persone, ma decine, centinaia o miglialia di migliaia di persone?</li>
</ul><ul style="text-align:justify;"><li>quanta attività di back office sarebbe necessaria per verificare l'identità digitale dei partecipanti, al fine di garantire a chiunque l'attendibilità dei risultati del processo partecipativo?</li>
</ul><ul style="text-align:justify;"><li>quale sarebbe la barriera all'ingresso per un cittadino (magari non digitale nativo) se volesse seguire/partecipare contemporaneamtente temi legati alla propria città di residenza, ma anche della propria area vasta (provinciale-regionale-interregionale), piuttosto che temi a dimensione nazionale o europea, con, presumibilmente, media civici tutti differenti con logiche e interfacce "proprietarie"?</li>
</ul>Ricette pronte non credo ci siano, almeno non tutte e/o non già, oggi, le migliori, ma proprio per questo motivo credo siamo qui in questo stimolante spazio offerto dalla <em>prof De Cindio e dal suo staff</em>, che ringrazio infinitamente per l'opportunità.
Come noi (il sottoscritto con amici e colleghi, fra cui: <em>Carlo Crespellani, Fabiola De Toffol, Stefano Iachettini</em>, ...) abbiamo iniziato già da tempo a confrotarci su questi temi e ....<strong> siamo pronti a condividere e partecipare ;-)</strong>]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 23:20:30 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[La domanda di Fiorella implicitamente vuole aprire...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_23]]></link>
<description><![CDATA[La domanda di Fiorella implicitamente vuole aprire alla questione su "come possiamo fare" perchè succeda che....
Affinché questo scenario si concretizzi è necessario avere un corretto contesto normativo-politico e una sintonia di intenti sul contesto tecnologico. 
La prima è che si crei un <strong>contesto normativo</strong> capace di dare spazio alle iniziative in modo significativo capace di indirizzare il tema della partecipazione allocando <strong>risorse adeguate</strong> definendo <strong>organizzazione, ruoli e responsabilità</strong> e prevedendo anche il <strong>contesto metodologico e tecnologico</strong> idoneo: competenze sulla gestione del processo, tecnologie e adeguati ambienti online. Per questo, alla luce delle esperienze pregresse (Toscana, Emilia, Lazio, Lombardia, Piemonte ecc.), di proposte di legge pendenti in Sardegna, propongo un testo di riferimento da elaborare per le diverse regioni.
La seconda è che le sollecitazioni, il knowhow, la community emersi a seguito del workshop, possano trovare una <strong>sicronizzazione in un modello condiviso di sviluppo e funzionalità</strong>, capace di ottimizzare gli sforzi ed avere un impatto positivo su tutte le iniziative partecipative e di sviluppo delle tecnologie.
Il documento di riferimento è questo, elaborato soprattutto alla luce del workshop.
Aggiornamenti e approfondimenti anche su:<br /><a title="blog democrazia deliberativa e media civici" href="http://democraziadeliberativa.wordpress.com">http://democraziadeliberativa.wordpress.com</a>
Ciao a tutti. Carlo Crespellani P.]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[Proposta legge regionale ...]]></media:title>
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<media:title type="plain"><![CDATA[Progetto Piattaforma civi...]]></media:title>
</media:content>
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<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 15:02:48 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[La miniaturizzazione della politica e la trappola ...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_22]]></link>
<description><![CDATA[<strong>La miniaturizzazione della politica e la trappola della auto-organizzazione diretta non rappresentativa.</strong>
Alcune considerazioni sul potenziale trasformativo delle pratiche partecipative e sulle variabili che lo condizionano (in allegato).<br /><br />
Ne approfitto per segnalare:
Dizionario di Democrazia Partecipativa, De Toffol e Valastro, 2012
<a href="http://centrostudi.crumbria.it/pubblicazione/dizionario-di-democrazia-partecipativa">http://centrostudi.crumbria.it/pubblicazione/dizionario-di-democrazia-partecipativa</a>
PS - A breve verrà pubblicata una versione on line del Dizionario, che accompagnerà un Osservatorio sulle Politiche Partecipative in Umbria (OPP Umbria). Il Dizionario sarà arricchito di nuove voci e, soprattutto,  aperto ai contributi e commenti di tutti gli interessati.]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[DE TOFFOL_La miniaturizza...]]></media:title>
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<media:title type="plain"><![CDATA[vai al dizionario...]]></media:title>
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<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 13:25:39 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Concordo anche su questo.]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_21]]></link>
<description><![CDATA[Concordo anche su questo.]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 00:51:01 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Caro Marco,
concordo con te che la trasparenza è ...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_20]]></link>
<description><![CDATA[Caro Marco,
concordo con te che la trasparenza è una bella cosa, ma probabilmente come principio in un specifico contesto (e forse neanche sempre) come un gruppo chiuso, un'associazione, il movim 5 stelle, ma quando abbiamo a che fare con la società civile e la cittadinanza che si confronta su certi temi il voto palese diventa critico in quanto il condizionamento può diventare determinante. E non solo nelle aree dove mafia e camorra condizionano. Anche dove c'è un capobastone di quartiere, un conoscente a cui devi dar conto della tua scelta, il tuo padre-padrone e il tuo collega e il tuo datore di lavoro. 
In estrema sintesi piattaforme nate con il criterio della trasparenza vanno ripensate e su questo tassello  NON possono essere genearizzate, mentre il rovescio (ovvero una piattaforma che ha le diverse opzioni) può essere utilizzata per i diversi contesti, definibili di volta in volta.  Immaginiamoci una legge che va contro gli interessi forti. Sapiamo i condizionamenti a cui si va incontro? 
Per questo motivo in una proposta di architettura generalizzata dell'ambiente partecipativo propongo che questo tassello (la gestione del voto)  sia una funzionalità esterna al media civico e sia così utilizzata come si reputa opportuno da qualunque piattaforma applicativa.
A  presto
Carlo Crespellani
<a href="mailto:carlo@crespellani.it">carlo@crespellani.it</a>]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 20:12:33 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Le presentazioni delle piattaforme sono state senz...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_17]]></link>
<description><![CDATA[<span>Le presentazioni delle piattaforme sono state senza eccezioni interessanti. Una caratteristica comune che ho riscontrato, naturalmente a causa del mestiere che faccio, è stata l'assenza quasi totale di riferimenti alla sicurezza, e quando questo tema è stato affrontato, il trattamento piuttosto superficiale che gli è stato riservato.</span>
<span>Non sto qui a dettagliare gli esempi che ho portato (naturalmente resto a disposizione di chi vuole chiarimenti), ma voglio solo condividere la preoccupazione che deriva dall'aver osservato, durante i miei studi, quanto sia difficile ristabilire a posteriori la sicurezza di un sistema progettato e realizzato senza tenerne conto.</span>
<span>Mi rendo conto perfettamente del fatto che in questa fase sia più importante sperimentare soluzioni col massimo grado di libertà. Il mio intervento non voleva suggerire di arrestare lo sviluppo e la sperimentazione in attesa della perfezione e della completezza assoluta delle piattaforme. Volevo solo sottolineare come, in questo momento, se si vuole includere nelle prospettive di sperimentazione anche la deliberazione diretta da parte dei cittadini (quindi non solo discussione, non solo comunità controllate), bisogna considerare attentamente se si può rinunciare a garantire autenticità, integrità e riservatezza del voto.</span>]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 16:53:03 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[salve a tutti, rompo il ghiaccio ponendo qui una q...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/14#body_16]]></link>
<description><![CDATA[salve a tutti, rompo il ghiaccio ponendo qui una questione che non ho potuto porre al gentile Sabetta durante la presentazione della piattaforma M5S per questioni di tempo.
Una piattaforma trasparente <strong>con profili pubblici e voto palese</strong> (come si legge anche dalle slide di presentazione) ha le caratteristiche minime necessarie per essere considerata una piattaforma di democrazia e partecipazione? Non ci stiamo piuttosto avvicinando ad una piattaforma  in grado di esercitare una forma di controllo totale e globale sui cittadini? 
In estrema sintesi, siamo sicuri che la totale trasparenza (sottolineo totale) sia davvero un bene per la democrazia?]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 18:59:49 +0200</pubDate>
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