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<title><![CDATA[Rìvoluzione@governo.it]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/120]]></link>
<description><![CDATA[Il 30 aprile il governo italiano, a firma Matteo Renzi e Marianna Madia, ha pubblicato una nota su "un investimento straordinario sulla Pubblica Amministrazione. Diverso dal passato, nel metodo e nel merito." Il Governo afferma di aver  "maturato alcune idee concrete. Prima di portarle in Parlamento le offriamo per un mese alla discussione dei soggetti sociali protagonisti e di chiunque avrà suggerimenti, critiche, proposte e alternative. Abbiamo le idee e siamo pronti a intervenire. Ma non siamo arroganti e quindi ci confronteremo volentieri, dando certezza dei tempi. Le nostre linee guida sono tre:"
Il cambiamento comincia dalle persone. Abbiamo bisogno di innovazioni strutturali: programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni.
Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. Non possiamo più permetterci nuovi tagli orizzontali, senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione. Ma dobbiamo cancellare i doppioni, abolendo enti che non servono più e che sono stati pensati più per dare una poltrona agli amici degli amici che per reali esigenze dei cittadini. O che sono semplicemente non più efficienti come nel passato.
Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi. Possiamo utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la vita del cittadini: mai più code per i certificati, mai più file per pagare una multa, mai più moduli diversi per le diverse amministrazioni.
Le tre linee guida vengono articolate in 44 punti, al termine dei quali si legge:
Sarà per noi importante leggere le Vostre considerazioni, le Vostre proposte, i Vostri suggerimenti. Scriveteci all'indirizzo rivoluzione@governo.it  La consultazione sarà aperta dal 30 aprile al 30 maggio. Nei giorni successivi il Governo predisporrà le misure che saranno approvate dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 giugno 2014.
Il Governo Monti prima e Letta poi avevano aperto in Italia la strada delle consultazioni online. Non senza problemi, ma anche  con l'attenzione a dotarsi di strumenti metodologici e tecnologici adeguati. E a riflettere su di essi e sui risultati raggiunti. Abbiamo seguito questo processo con attenzione e interesse, grazie all'impegno profuso dai  ricercatori che le hanno portate avanti e che abbiamo avuto modo di incontrare più volte (di cui restano tracce negli incontri che hanno approfondito le consultazioni del MIUR del 2012 e quella sulle Riforme Istituzionali). 
Quindi fa proprio male vedere che adesso il Governo Renzi torna al più grezzo degli strumenti per una consultazione online: una casella di email: "un buco nero", totalmente non trasparente, in barba alla terza linea guida dichiarata. 
-- fdc]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>I codici (software) della democrazia</title>
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<link>http://codicidellademocrazia.partecipate.it</link>
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<item><title><![CDATA[Nell'attesa che le mie tetre previsioni vengano sb...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/120#body_129]]></link>
<description><![CDATA[Nell'attesa che le mie tetre previsioni vengano sbugiardate da azioni politiche concrete, ho dato una lettura al <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=33571" target="_blank">documento di sintesi</a> pubblicato dal Ministero, relativamente all'iniziativa "Rìvoluzione@governo.it".
Sul merito dei contenuti, lascio a chi è più dentro di me nella pubblica amministrazione; sulla metodologia mi arrogo di dare la mia opinione, e più in generale di <strong>criticare le mail-box come strumento partecipativo</strong>.
Sicuramente l'e-mail è uno dei sistemi più semplici per fare partecipare le persone. Non richiede competenze specifiche (basta saper scrivere), lascia amplia libertà di espressione ed un mezzo di facile accesso (basta un PC qualsiasi, anche all'ufficio, o l'ormai pervasivo smartphone).
Però condivido che l'e-mail <strong>non è assolutamente uno strumento adeguato</strong> ad una <a href="http://www.airesis.it/groups/democrazia-partecipata/blog_posts/644-Leggi-o-solo-proposte-" target="_blank"><strong>partecipazione di "qualità"</strong>,</a> ed esporrò di seguito i miei dubbi.
<h3 style="text-align:justify;">La preponderanza del "sentiment positivo"</h3>
Se la <em>consultazione propone già degli indirizzi</em>, mi pare ovvio che<strong> tenderanno a rispondere chi ha opinioni concordi</strong>, piuttosto che difformi, creando una stortura nell'interpretazione dei risultati. Quanti di quelli che avevano opinioni discordi hanno risposto alla chiamata (volontaria), dando la loro opinione (contraria)?
Questo è un problema comune delle iniziative su base volontaria, e che diventano ancora più evidenti se non vi è un sistema di anonimato. Estremizzando, è anche il motivo per cui le petizioni e i referendum hanno un quorum sui firmatari.
<h3 style="text-align:justify;">Risposte a "corto raggio"</h3>
Chiedere di dare una <em>risposta</em> <em>personale su un tema</em>, porta più probabilmente ad <strong>una risposta su qualche aspetto impellente dell'interpellato</strong>, raramente quest'ultimo ha pronta una proposta strutturata o strutturale.
Non c'è da sorprendersi che la maggiornaza delle risposte siano del tipo "<em>...più fondi a...</em>", "<em>...più personale a...</em>", "<em>...più attenzione a...</em>"; magari anche condivisibili, ma <strong>privi di quel surplus</strong> che può effettivamente portare a soluzioni in un mondo reale, con le risorse limitate.
<h3 style="text-align:justify;">Perdita della visione d'insieme</h3>
Complementare all'aspetto precedente, è che la risposta via e-mail in un <em>sistema chiuso</em> (dove non si può vedere le risposte altrui) il singolo <strong>non può essere aiutato dagli altri a riconoscere i problemi generali</strong>, e che sono causa degli altri, apparentemente più impellenti.
Il risultato è una naturale <strong>dispersione di proposte</strong>, dove invece ci si potrebbe concentrare sui problemi strutturali che generano la moltitudine di sintomi che i singoli alla fine percepiscono.
Nel caso più estremo, i più potrebbero propendere a delle soluzioni (<em>evidenti</em>), che però creano problemi in aree vitali ma meno conosciute.
<strong>L'assenza di dialogo tra le varie controparti, è per natura fonte di gravi problemi.</strong>
Il dialogo non serve solo a mettere al corrente i partecipanti di aspetti oggettivi che non conoscevano, ma permette di mettere sul piatto le rispettive opinioni, i bisogni e le aspirazioni, ciò che muove le persone, al di là degli aspetti oggettivi e materiali.
<h3 style="text-align:justify;">Pro e contro</h3>
Ovviamente il <strong>dialogo</strong> non ha solo una <em>funzione informativa</em>, ma <strong>serve a far emergere i pro e i contro</strong> di una specifica proposta. Solo dall'analisi di tutti gli aspetti può emergere una proposta valida, quanto più condivisa possibile.
Infine nel dialogo può talvolta emergere la famosa "<em>intelligenza collettiva</em>" che trova soluzioni innovative a problemi difficili da affrontare per le già battute vie tradizionali.
<h3 style="text-align:justify;">"Rìvoluzione@governo.it"</h3>
Tornando alla famosa iniziativa, è chiaro che la fase "intelligente" è stata (almeno in parte) individuata in quella dell'analisi delle e-mail.
Si specifica che "...sono stati utilizzati gli strumenti di text mining che, attraverso l'uso di tecniche e algoritmi della statistica, ha consentito di classificare i messaggi ricevuti secondo il grado di pertinenza con i 44 punti della riforma...", bene... queste tecniche le vedo efficaci per classificare le e-mail per tema... un buon aiuto per gli analisti che si devono occupare di estrarre contenuti (<em>da più di 39'000 e-mail</em>).
Ma l'estrazione di proposte concrete da un testo scritto in uno stile qualuque e con un contenuto semantico qualsiasi, deve essere fatto da "<em>processori umani</em>", usando la loro intelligenza e il loro metro di giudizio. Insomma, <strong>soggettivo</strong>, per quanto in buona fede.
Mi accodo pertanto ad una richiesta di <strong>trasparenza</strong>, richiedendo la pubblicazione della base dati (i messaggi), in formato open-data e adeguatamente anonimizzati.
Cosa rimane dell'iniziativa?
Molto dipenderà da <em>se, quando e come</em> verranno usati i contributi raccolti.
Luca Z.]]></description>
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<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 19:05:42 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[è stato pubblicato oggi sul sito del Ministero pe...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/120#body_128]]></link>
<description><![CDATA[è stato <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=33571" target="_blank">pubblicato oggi sul sito del Ministero</a> per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, il documento di sintesi dei risultati della consultazione.
Dal 30 aprile, "Sono giunte, alla data del 30 maggio 2014, 39.343 e-mail all'account rivoluzione@governo.it che discutono i 44 punti della riforma della pubblica amministrazione.".... "Grazie alla collaborazione del Dipartimento di metodi e modelli per l'economia, il territorio e la finanza di Sapienza Università di Roma sono stati utilizzati gli strumenti di text mining che, attraverso l'uso di tecniche e algoritmi della statistica, ha consentito di classificare i messaggi ricevuti secondo il grado di pertinenza con i 44 punti della riforma." I risultati di questa elaborazione sono forniti nel documento pubblicato oggi (e allegato).
Due considerazioni di metodo e non di merito, al volo. Non era ovvio, nè scontato, che venisse mantenuto l'impegno a dar conto dei suggerimenti arrivati. La soluzione dell'email lasciava perplessi sia per la poca trasparenza che per la possibilità di fornire un feedback nei tempi promessi. Alla seconda questione il governo ha risposto efficacemente coinvolgendo un Dipartimento universitario che ha utilizzato tecniche di text mining (invece di assoldare, come pare fosse stato fatto da precedenti governi, uno staff di "processori umani").
Resta la questione della trasparenza. Quando, a consultazione aperta, ho visto su La Stampa anticipazioni su osservazioni e proposte mandate via email dai cittadini, mi sono chiesta: "perchè un giornale ha accesso a queste informazioni e noi cittadini no?". Il problema resta ora: è diverso leggere un rapporto di sintesi e poter disporre delle proposte in dettaglio. Ma a questo il governo potrebbe ovviare mettendole a disposizione come open data. Ma, anche facendolo, resta il fatto di aver disegnato un processo di puro crowd-sourcing, senza un tentativo (almeno per ora) di favorire la elaborazione  collaborativa di proposte. Processo sicuramente difficile da farsi a livello nazionale, lungo  e costoso da gestire. Ma forse più utile per coinvolgere cittadini e dipendenti pubblici nel cambiamento. Come aveva fatto l'amministrazione US con il "reiventing government" degli anni '90. Come qualche esperienza locale ha provato a sperimentare. In questa direzione, la base di conoscenze raccolte in questa consultazione potrebbe essere usata come input non solo per la riforma, ma per processi di innovazione che la articolino e mettano in pratica (giusto per fare un esempio sul punto 15 del documento -- conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni --  si potrebbero raccogliere esperienze già fatte, suggerimenti, etc.)
-- fdc]]></description>
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<media:title type="plain"><![CDATA[rivoluzione_report finale...]]></media:title>
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<media:title type="plain"><![CDATA[link al sito del Ministero per la Semplificazione e la PA]]></media:title>
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<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 18:14:51 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Normalissimo: uno strumento "grezzo", per un patto...]]></title>
<link><![CDATA[http://codicidellademocrazia.partecipate.it/infodiscs/view/120#body_121]]></link>
<description><![CDATA[Normalissimo: uno strumento "<em>grezzo</em>", per un patto partecipativo inesistente.
Del resto, si è visto il risultato di progetti molto più strutturati.
Faccio una previsione di come andrà a finire...
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/120/922C593.png" alt="" width="165" height="236" />
ma la certezza si avrà un paio di settimane dopo le elezioni europee.
Luca Z.]]></description>
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<pubDate>Sun, 04 May 2014 14:38:39 +0200</pubDate>
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